La patologia psichica è la principale causa di povertà e il principale problema di salute in età lavorativa nei Paesi ricchi, e ciò implica conseguenze economiche decisamente rilevanti visto che solo in Gran Bretagna – secondo i rilevamenti della London School of Economics – le malattie mentali determinano il 40% di tutte le invalidità (richiedenti di sussidi di disoccupazione e simili) e il 40% di tutti i casi di assenza dal lavoro.
Questo fa si che il costo delle patologie psichiche per l’economia inglese sia di circa 70 miliardi di sterline. Inoltre, le malattie mentali aggiungono il 50% ai costi delle cure sanitarie per malattie fisiche (altri 10 miliardi di sterline), visto che la comorbilità aggiunge complicanze e quindi costi.
Nel Regno Unito è stato pertanto attivato, fin dal 2008, un programma pubblico di incentivazione all’accesso alla terapia psicologia per gli adulti affetti da ansia e depressione (IAPT – Improving Access to Psychological Therapies) con cui si conta di ottenere – oltre che ingenti risparmi per il sistema sanitario pubblico che quantomeno ripagano i costi della stessa terapia psicologica – la reimmissione nel circuito lavorativo (e quindi della tassazione) di migliaia di persone che invece, ad oggi, ricevono sussidi dallo Stato assieme ad un importante miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

Una delle principali sfide per la salute pubblica dei prossimi anni, poi, è la comorbilità tra malattie fisiche croniche e problemi psicologi.
Un paziente con una malattia cronica costa ogni anno, sempre in GB, 2000 sterline in più al sistema sanitario se ha una comorbilità psichica.
Ora, è un dato consolidato dalla ricerche avviate fin dagli anni ’90 che una percentuale rilevante di patologia psichica può essere risolta con percorsi psicoterapeuti il cui costo è, dati alla mano, di 650 sterline, circa 830 euro, una tantum: meno costi ambulatoriali, meno ricoveri ospedalieri, meno visite al pronto soccorso, minor ricorso a prescrizioni farmacologiche per tutta la vita a fronte della spesa per un trattamento psicoterapeutico una volta soltanto.
I rilevamenti a livello internazionale riscontano che le persone con patologie mediche croniche a cui è stata somministrata un trattamento psicologico costano in media il 20% in meno per la cura delle malattie fisiche, rispetto alle persone non trattate dal punto di vista psicologico.
I risparmi che si ottengono sono ancora più grandi applicando protocolli psicologici specifici per gruppi con diagnosi specifiche (diabete, angina, ecc.).

Molti documenti prodotti dalle istituzioni internazionali (OMS, MHO, Banca Mondiale) indicano nella dimensione della ricaduta economica l’aspetto più rilevante a sostegno della diffusione della psicoterapia e dei trattamenti integrati per la salute mentale.
La Banca Mondiale stima che i costi economici dei disturbi mentali siano pesantissimi, solitamente occulti e non considerati: la riduzione nella produzione economica dovuta a patologia psichica, a livello globale, vale migliaia di miliardi di dollari; per la sola depressione è stato stimato un costo di almeno 800 miliardi di dollari nel 2010, una somma che dovrebbe più che raddoppiare entro il 2030.
Allo stesso tempo sono ormai consolidate una serie di strategie nell’offerta di servizi e trattamenti psicologici dimostratesi efficaci nel promuovere, proteggere e ripristinare la salute mentale.
Correttamente attuati questi interventi rappresentano “i migliori investimenti possibili” per ogni società, avanzata o in via di sviluppo che sia, con ritorni estremamente significativi in termini di salute e di vantaggi economici.

Ho affrontato questo tema in maniera più ampia nell’articolo “Come aumentare l’accesso agli interventi psicologici in Italia” che puoi leggere alla pagina http://www.altrapsicologia.it/editoriali/aumentare-laccesso-agli-interventi-psicologici-italia/

